SCAVI DI PAESTUM E ERCOLANO IN MINIBUS
intera giornata - ingressi da pag. in loco
 
Prelevamento in hotel in mattinata, imbarco per Napoli con destinazione Paestum. Visita agli scavi, noti per i tre antichi e magnifici templi, in un ottimo stato di conservazione, dedicati agli dei Hera, Cerere e Poseidone. Sosta per il pranzo (libero). Si prosegue per Ercolano e la sua area archeologica, patrimonio mondiale UNESCO. Nel tardo pomeriggio previsto trasferimento e passaggio marittimo per il rientro in hotel.

 

NOTE
• Alcune escursioni non sono garantite tutto l’anno.
• Ricordiamo ai gentili ospiti che il programma potrà subire variazioni in caso di cattive condizioni meteomarine o per causa di forza maggiore.
• I pasti e i biglietti di entrata ai luoghi di cultura (scavi, musei, Vesuvio, etc.), dove non espressamente indicato, non sono compresi nel prezzo.
• Le escursioni potrebbero essere in duplice lingua.

La storia di Ercolano e la storia di Paestum
 
ERCOLANO STORIA

La città di Ercolano, chiamata fino al 1969 Resina, secondo la leggenda fu fondata nel 1243 a.C. da Ercole, il mitico eroe greco, come greca è l’origine di questa città che sorge alle pendici del Vesuvio.

Ipotesi più accreditate testimoniano che la città fu fondata dagli Etruschi e, nel V sec. a.C. fu conquistata dai Sanniti. Poi, nel 90 a.C. fu espugnata dai Romani e ridotta a “municipium” da Silla. Nell’ultima età della Repubblica Ercolano visse un periodo di grande splendore, perché molti patrizi, attratti dalla felice posizione geografica, dalla salubrità dell’aria e dalla sicurezza dei porti costruirono le loro ville in questi luoghi.

Nello stesso periodo furono restaurate le mura, furono costruiti l’acquedotto, due impianti termali, il teatro, la “Basilica”, la Palestra e molti templi. A causa del terremoto del 62 a.C. Ercolano subì notevoli danni e si iniziò l’opera di ricostruzione, che fu nuovamente interrotta dall’eruzione del Vesuvio del 79, durante la quale una nube tossica annientò gli abitanti. La città ercolanense fu distrutta dalla tremenda eruzione molto più della vicina Pompei perché distante appena 4 km. dal Vesuvio. Con l’eruzione scomparvero il promontorio su cui sorgeva la città, il fiume che l’attraversa ed i suoi porti.

LA RISCOPERTA DI ERCOLANO

La riscoperta di Ercolano fu del tutto casuale. Nel 1709, infatti, il principe D’Elboeuf, giunto qui per sfuggire agli Austriaci, diede ordine di scavare un pozzo; durante lo scavo vennero alla luce molti marmi e svariate statue che ornavano la scena del Teatro dell’antica Ercolano.

Nel 1738 i lavori di scavo ripresero sotto Carlo III di Borbone e la direzione degli stessi fu affidata all’ingegnere militare spagnolo De Alcubierre. Furono scavati dei cunicoli sotterranei che, in un secondo momento venivano riempiti per non compromettere la solidità della struttura urbana della città. De Alcubierre ritrovò molte altre statue di bronzo tra cui la più significativa è la statua equestre di Marco Nonio Balbo. Con Karl Weber fu completata l’esplorazione del Teatro e fu scoperta la villa suburbana dei Papiri, con l’annessa biblioteca.

Nel 1755, in seguito a questi molteplici ritrovamenti, nacque l’Accademia Ercolanense che fu molto attiva fino al 1792 in materia di pubblicazioni. Gli scavi furono interrotti e poi ripresi, prima sotto Francesco I di Borbone e poi per volere di Vittorio Emanuele II. Dovremo attendere l’anno 1927 per avere una ripresa davvero sistematica degli scavi. In quell’anno Amedeo Maiuri prima e Alfonso De Franciscis poi, recuperarono quasi tutti i quartieri dell’antico abitato con gli edifici pubblici, tra cui il foro, centro della vita sociale, politica ed economica dell’antica Ercolano.

Negli anni Ottanta del secolo scorso sono riemersi, oltre al Tempio di Venere e le Terme Suburbane, l’antico porto greco, ove invano si rifugiarono nel 79 d.C. gli ercolanensi. Sulla spiaggia adiacente al porto, sono stati ritrovati anche centoventi cadaveri.

Nel 2000 sono ripresi gli scavi nei pressi della Villa dei Papiri. Oggi, l’abitato attuale pone molti limiti alla prosecuzione degli scavi nell’area archeologica rendendo difficile anche la fruizione di quest’ultima.

fonte: https://www.pompei.it/scavi-ercolano/storia.htm

 

La storia di Paestum

Paestum Antica città della Campania situata presso il litorale tirrenico, a sud di Salerno: fu uno dei centri principali della Magna Grecia. Le tracce più antiche di insediamento umano nel sito risalgono al Paleolitico; più consistenti sono le testimonianze relative all'età del Bronzo (vedi cultura di Gaudo). Intorno al 600 a.C., coloni greci provenienti da Sibari vi fondarono una città, cui diedero il nome di Posidonia, ed edificarono il grande santuario di Era poco a nord, presso la foce del fiume Sele. Alla fine del V secolo a.C. Paestum fu conquistata dai lucani, sotto i quali visse un periodo di prosperità e raggiunse la massima espansione territoriale; nel 273 a.C. i romani vi stabilirono una propria colonia, cambiando il nome della città con quello attuale. Foro. In età imperiale Paestum iniziò una lunga e progressiva decadenza, fino al definitivo abbandono, nell'VIII secolo, a causa dell'impaludamento della zona.

 

La città, di cui è nota l'intera estensione, è stata solo parzialmente riportata alla luce attraverso gli scavi archeologici. Delimitata da imponenti mura (V-III secolo a.C.), esibisce lungo la direttrice del cardo romano gli edifici principali: a nord si trova il tempio di Atena (un tempo creduto tempio di Cerere) del 500 ca. a.C. Al centro si estende l'area pubblica, di due epoche distinte: sull'agorà della città greca si affacciavano 'Ecclesiasterion (costruzione per le tempio di Nettuno riunioni dell'assemblea) del V secolo a.C. e un importante edificio a forma di sacello (forse luogo di culto o tomba dei fondatori della città). La città romana, invece, aveva qui il suo foro, con il comizio (per le riunioni dell'assemblea), il tempio della Triade Capitolina (Capitolium), la basilica; alle spalle del foro si ergevano l'anfiteatro (I secolo a.C.) e un ginnasio ellenistico con una grande piscina. A sud era situato il grande santuario urbano di Era, con due magnifici templi dedicati alla dea, la cosiddetta "Basilica", del 540 ca. a.C., e quello chiamato "di Nettuno", del 460 a.C. I due templi, insieme a quello di Atena, costituiscono un complesso eccezionale, anche per l’ottimo stato di conservazione degli edifici, che sono fra i più alti esempi dell'ordine dorico in Occidente. A ovest sono stati scavati vari isolati dell'impianto ortogonale, con abitazioni di età ellenistico-romana. L’intera area archeologica della città è stata inclusa dall’UNESCO nell’elenco dei siti di interesse mondiale, da salvaguardare come patrimonio dell’umanità. Nei pressi della città, alla foce del Sele, si possono ammirare i resti del santuario di Era (Heraion), uno dei più importanti santuari greci su suolo italico. L’area sacra comprendeva, oltre a vari edifici secondari, un tempio maggiore e un edificio più piccolo, il cosiddetto Tesoro, decorato da uno straordinario fregio con metope scolpite oggi conservate al Museo). tomba del tuffatore

Il Museo archeologico nazionale di Paestum, fondato nel 1952, ha sede in un moderno complesso eretto nei pressi della città antica. Articolato in varie sale, il Museo accoglie reperti datati dal VII secolo a.C. al VII secolo d.C.: vi si trovano preziose testimonianze della vita quotidiana e dell’attività artistica e artigianale della città greca e poi della colonia latina. Tra i pezzi più importanti spiccano le citate sculture del Tesoro del santuario di Era: la raffinatezza dell’esecuzione e la complessità del programma iconografico ne fanno una delle più importanti testimonianze della scultura della Magna Grecia (560 a.C.). Notevoli sono anche le lastre dipinte della cosiddetta Tomba del Tuffatore e diversi frammenti di pitture funerarie del IV secolo a.C.

fonte: https://www.pestum.it/storia.htm